martedì 11 agosto 2020

COVID 19 : da cosa (e da chi) guardarsi

In Italia sembra proprio sia iniziata una nuova ondata di contagi. I nuovi positivi sono più giovani, in maggioranza hanno meno di 40 anni, spesso provengono dall'estero o hanno avuto contatti con viaggiatori di ritorno dalle vacanze, ma non mancano le segnalazioni di contagi per così dire indigeni, avvenuti soprattutto negli ospedali . E' diversa anche la distribuzione geografica: per esempio ieri sono stati segnalati più nuovi casi in Sicilia (32) che in Lombardia (31). Contrariamente a quello che molti pensano, hanno ripreso ad aumentare non soltanto gli infetti, ma anche i casi gravi, i ricoverati in terapia intensiva. Cosa sta succedendo?


Ibiza, Spagna

Dopo un lunghissimo lock-down, l'Italia sembrava esser venuta fuori dall'incubo COVID. Poi si è deciso di allentare, prima permettendo la mobilità sul territorio nazionale, poi aprendo, pur con certe limitazioni, agli spostamenti internazionali ed infine anche a lidi e discoteche. Il nostro Paese trae un grande beneficio economico dal turismo e non vogliamo qui discutere le scelte politiche relative, che ci risultano per altro essere largamente condivise da maggioranza e da opposizione. Secondo noi sono rilevanti per questo tema un certo tipo di incapacità di prevedere lo sviluppo degli eventi e alcune scelte sbagliate che ne sono derivate. Conta forse ancor più la massiccia propaganda di disinformazione condotta su giornali, TV e social che ha spinto molti cittadini a comportamenti all'insegna della stupidità e dell'autolesionismo. Ma andiamo con ordine. 

Il governo tedesco si è attrezzato per la riapertura delle frontiere puntando su un'informazione corretta dei propri cittadini intorno al rischio di contrarre il morbo nei diversi Paesi del mondo, perché il rischio non è uguale ovunque. Il principale indicatore di rischio scelto, r, è definito per ogni Paese del mondo come il numero medio di contagi ogni 100 mila abitanti [1]. Sono considerati paesi a basso rischio quelli con r minore di 20, a medio rischio quelli con r compreso tra 20 e 50 e a rischio elevato i Paesi con r maggiore di 50. I cittadini tedeschi sono vivamente sconsigliati dal visitare Paesi a rischio elevato e, per chi giunge da tali Paesi, è obbligatoria la quarantena all'arrivo in Germania. Il monitoraggio di r da parte del Robert Koch Institute è continuo e le misure scattano automaticamente quando si superino i valori di soglia. Da noi tutto invece è nella confusione più grande e le misure restrittive, quando vi siano, rincorrono le notizie di cronaca e richiedono un decreto ad hoc. L'Italia, con un valore di r pari a 7, è risultata una meta attraente per molti turisti. Ne sono arrivati tanti, ma i controlli ci sono stati quasi esclusivamente dopo i ricoveri ospedalieri.  Sotto forniamo una tabella con i valori di r per tutti i Paesi del mondo.

Sul fronte delle bufale, molti si sono spesi per diffondere tesi illogiche con lo scopo di attirare clienti o forse soltanto di fare i propri porci comodi e di compiacere il committente. Abbiamo sentito i virologi televisivi e politici senza ritegno sostenere cose contrarie all'evidenza dei fatti e senza alcun fondamento: secondo costoro il virus sarebbe "scomparso" o "indebolito" . E' tornata persino in auge la bizzarra teoria secondo cui il virus morirebbe  temperature superiori a 24°C: non conta il fatto che un tale virus non avrebbe alcuna possibilità di contagiare un essere umano che, notoriamente, ha una temperatura corporea di 37°C, non conta neppure che in questi giorni il virus ha fatto stragi in Paesi caldi come il Brasile, l'India, gli USA (in questa stagione), il Messico! Noi, che siamo sempre stati contrari alla persecuzione dei reati d'opinione, crediamo tuttavia che sia necessaria la repressione quando la diffusione di notizie false abbia lo scopo di arrecare danno alla salute pubblica e auspichiamo interventi severi da parte degli organi a ciò deputati.

Diamo adesso un'occhiata alla situazione di rischio (valutata il 9 Agosto 2020) nei vari Paesi. Una avvertenza doverosa è che i dati forniti dai Paesi meno sviluppati tendono a sottostimare il contagio e vanno quindi considerati con più attenzione.

In Europa il rischio è ridotto nella gran parte dei membri dell'UE, con le notevoli eccezioni di Spagna, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Lussemburgo, mentre le probabilità di contagio sono elevate in buona parte dei Paesi balcanici e dell'Europa dell'Est. In Asia destano preoccupazione la Russia e gran parte dei Paesi dell'ex URSS, Israele e molti paesi arabi, l'India, le Filippine e Singapore. In Africa il rischio è elevatissimo in Sud Africa e alto in Algeria e Marocco, oltre che probabilmente anche in ltri paesi in cui l'uso dei kit diagnostici è limitato. Gran parte dei Paesi americani, con in testa Stati Uniti e Brasile, sono in questo momento al centro della tempesta. 

Europa, Paesi con rischio ridotto: Austria (18), Belarus (18), Croatia (18), Cyprus (16), Denmark (18), Estonia (9), Finland (3), Germany (13), Greece (13), Hungary (3), Ireland (17), IsleOfMan (0), Italy (7), Latvia (4), Liechtenstein (8), Lithuania (8), Norway (10), SanMarino (0), Slovakia (8), Slovenia (8), UnitedKingdom (17), VaticanCity (0)

Europa, Paesi con rischio medio: Bulgaria (42), CzechRepublic (29), France (25), Gibraltar (46), Iceland (33), Monaco (44), Netherlands (34), Poland (23), Portugal (24), Serbia (50), Sweden (34), Switzerland (26), Ukraine (37)

 Europa, Paesi con rischio elevato: Albania (56), Andorra (75), Belgium (71), BosniaHerzegovina (112), FaroeIslands (181), Kosovo (159), Luxembourg (160), Macedonia (84), Malta (90), Moldova (114), Montenegro (130), Romania (86), Russia (52), Spain (90)

Asia, Paesi con rischio ridotto: Afghanistan (3), Bangladesh (21), Bhutan (2), Brunei (0), Cambodia (0), China (0), EastTimor (0), Egypt (4), Georgia (2), HongKong (20), Indonesia (10), Japan (14), Jordan (1), Laos (0), Macau (0), Malaysia (1), Mongolia (0), Myanmar (0), Nepal (15), Pakistan (6), SouthKorea (1), SriLanka (0), Syria (3), Taiwan (0), Tajikistan (6), Thailand (0), Turkey (18), Vietnam (0), Yemen (0)

Asia, Paesi con rischio medio: Azerbaijan (36), Iran (44), Lebanon (45), Philippines (47), UnitedArabEmirates (38), Uzbekistan (32)

Asia, Paesi con rischio elevato: Armenia (106), Bahrain (327), India (58), Iraq (105), Israel (253), Kazakhstan (90), Kuwait (192), Kyrgyzstan (118), Maldives (399), Oman (120), Qatar (138), Russia (52), SaudiArabia (66), Singapore (83)

Africa, Paesi con rischio ridotto: Algeria (19), Angola (2), Benin (1), Botswana (5), BurkinaFaso (0), Burundi (0), Cameroon (6), CentralAfricanRepublic (1), Chad (0), Comoros (6), DemocraticRepublicCongo (1), Egypt (4), Eritrea (0), Ethiopia (8), Guinea (7), GuineaBissau (5), IvoryCoast (5), Kenya (18), Lesotho (11), Liberia (2), Madagascar (15), Malawi (5), Mali (0), Mauritania (8), Mauritius (0), Mozambique (2), Niger (0), Nigeria (3), RepublicCongo (12), Reunion (3), Rwanda (3), SaoTomePrincipe (7), Senegal (9), Seychelles (13), SierraLeone (2), Somalia (0), SouthSudan (2), Sudan (1), Tanzania (0), Togo (2), Tunisia (2), Uganda (0), WesternSahara (0), Zimbabwe (13)

Africa, Paesi con rischio medio: Djibouti (31), Gabon (46), Gambia (46), Ghana (28), Libya (44), Morocco (36), Namibia (46), Zambia (21)

Africa, Paesi con rischio elevato: CapeVerde (101), EquatorialGuinea (138), Mayotte (81), SouthAfrica (202), Swaziland (75)

America, Paesi con rischio ridotto: Anguilla (0), AntiguaBarbuda (10), Barbados (11), Bermuda (8), BritishVirginIslands (3), Canada (15), CaymanIslands (0), Cuba (4), Curacao (1), Dominica (0), FalklandIslands (0), Greenland (2), Grenada (1), Guadeloupe (19), Haiti (3), Jamaica (6), Martinique (17), Montserrat (19), Nicaragua (7), SaintKittsNevis (0), SaintLucia (1), SaintPierreMiquelon (0), SaintVincentGrenadines (5), TrinidadTobago (10), Uruguay (5)

America, Paesi con rischio medio: Belize (28), Guyana (25), Paraguay (36), Venezuela (32)

America, Paesi con rischio elevato: Argentina (190), Aruba (422), Bahamas (141), Bolivia (186), Brazil (294), Chile (151), Colombia (299), CostaRica (164), DominicanRepublic (156), Ecuador (83), ElSalvador (91), FrenchGuiana (331), Guatemala (68), Honduras (88), Mexico (69), Panama (346), Peru (317), PuertoRico (190), SintMaarten (187), Suriname (169), TurksCaicosIslands (336), UnitedStates (248), VirginIslands (168)

Oceania, Paesi con rischio ridotto: Fiji (0), FrenchPolynesia (1), NewCaledonia (0), NewZealand (0), NorthernMarianaIslands (15), PapuaNewGuinea (2)

Oceania, Paesi con rischio medio: Australia (26) 

Oceania, Paesi con rischio elevato: Guam (49)


[1] Per un approfondimento su r, vedere https://resmetallica.blogspot.com/2020/08/in-quali-paesi-e-maggiore-il-rischio-di.html



domenica 9 agosto 2020

COVID19: la storia della pandemia in tre minuti e 4 secondi

 


L'animazione racconta la pandemia di COVID 19, giorno per giorno, dal 5 febbraio al 7 agosto 2020. Per ogni giorno abbiamo valutato quello che abbiamo chiamato fattore di rischio, r, ovvero il numero di casi registrati ogni 100 mila abitanti in ogni paese nel 14 giorni precedenti la data segnata in basso (vedi qui per una definizione di r). Per quanto discutibile possa essere, il nostro r è una valutazione della gravità dell'infezione in determinato istante. L'animazione mostra in azzurro i paesi con bassi valori di r, mentre le aeree in cui l'infezione è attiva si colorano in rosso. All'inizio vedremo accendersi una macchia rossa localizzata in Cina che si spegnerà presto mentre l'infezione colpisce prima l'Europa e l'Iran e poi si sposta a invadere USA, Russia, America Latina e Sud Africa. Vedremo anche l'effetto del lock-down che in molti Paesi ha permesso di limitare di molto i danni della pandemia. 
Pur sapendo che questa osservazione potrebbe suscitare polemiche segnaliamo che il filmato è anche la storia di un fallimento: il 27 febbraio il morbo era ormai quasi sconfitto in Cina e ancora quasi assente nel resto del mondo.

domenica 2 agosto 2020

In quali Paesi è maggiore il rischio di contrarre il COVID?

Possiamo provare a inventarci un criterio per capire in quali paesi corriamo rischi maggiori. Il ragionamento è semplice: saranno probabilmente contagiosi coloro che hanno contratto l'infezione negli ultimi giorni, chi l'ha contratta prima oggi è in isolamento o comunque non è in circolazione. Quanti giorni dobbiamo considerare? Una scelta ragionevole è 14 giorni, due settimane, tanto si ritiene possa durare l'incubazione della malattia. 
Considereremo quindi, per ciascun Paese, n, il numero di contagi registrati negli ultimi 14 giorni. E' necessario ancora dividere n per la popolazione p dello stesso Paese. Infatti, se entrambi i paesi X e Y hanno avuto 1000 contagi (n=1000) ma hanno un popolazione X di un milione e Y di 100 milioni, sarà molto più probabile contrarre la malattia incontrando un cittadino di X piuttosto che uno di Y. Possiamo allora definire per ogni Paese un indice di rischio,

r = 100 000 n/p

dove il fattore 100 000 è inserito soltanto per avere numeri più facili da leggere. Così, per esempio, in Italia negli ultimi 14 giorni sono stati riportati n=3570 contagi e la popolazione è p= 59 359 900, quindi per l'Italia

r = 100 000 x 3570 / 59 359 900 = 6.014

Come qualunque altro criterio di valutazione del rischio anche il nostro è discutibile. Ci conforta tuttavia il fatto che l'agenzia europea ECDC (European Center for Disease Control) adopera un indicatore del tutto analogo al nostro e consiglia e che la Germania consiglia ai suoi cittadini di non recarsi in Paesi con r maggiore di 20. Una sola precauzione è necessaria nel considerare i dati che sotto riportiamo: i Paesi meno sviluppati fanno pochi tamponi e quindi per essi si ottengono valori di r sensibilmente più bassi. Infine, l'evoluzione della malattia è rapida, controllare sempre se la valutazione di rischio è recente!.

Nelle due cartine (un per il mondo e una per l'Europa) considero i contagi riportati dal 17 al 31 luglio 2020 sul sito della John Hopkins University [1]. Le aree a basso rischio corrispondono alle tonalità dell'azzurro (rischio minimo) e del verde. I valori di r sono comunque riportati sulla destra.






venerdì 29 giugno 2018

E' meglio morire di meningite o di vaccino?


Addolora tutti la notizia della morte di una bambina di 6 anni stroncata in poche ore da una meningite dovuta al meningococco C. Facile commentare, come ho letto in rete, che il vaccino (facoltativo) "l'avrebbe potuta salvare". Piuttosto che lasciarci trascinare dalle emozioni e iscriverci alla tribù dei vaccinisti o a quella degli antivaccinisti, su  questo tipo di problemi bisognerebbe cercare di essere lucidi fino in fondo, per il bene dei nostri bambini e di noi stessi. Così sono andato a guardare i dati disponibili, per cercare di capire.

Nel 2015, l'ultimo anno per cui trovo statistiche, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha rilevato 196 casi di meningite da meningococco, di questi solo il 44%, circa 96, dovute al ceppo C [1]. Si tratta di uno dei 12 ceppi conosciuti di meningococco e soltanto per alcuni di essi sono disponibili vaccini. Per salvare la bambina, naturalmente, sarebbe stato necessario il vaccino specifico, tutti gli altri sarebbero stati inutili. Nello stesso report dell'ISS trovo che "Il maggior numero di casi [di meningite da meningococco C] si verifica negli anziani dopo i 64 anni di età e nei bambini nel primo anno di vita". Visto che gli anziani non vengono vaccinati e che la vaccinazione è possibile soltanto a partire dal 13° mese di vita, ci sono ragioni per credere che il numero di morti che si potrebbero evitare con la vaccinazione sia limitatissimo, al massimo qualche decina l'anno in tutta Italia.

Naturalmente, la profilassi vaccinale sarebbe giustificata anche se si potesse salvare una sola vita. Purtroppo però, come tutti i medicinali, anche i vaccini possono causare reazioni avverse. Non mi curerò delle reazioni meno gravi  elencate nel foglietto illustrativo del farmaco, il bugiardino [2]. Dolore, arrossamento, gonfiore, febbre moderata, irritabilità, sonnolenza, inappetenza, vomito, diarrea, mal di testa e dolori muscolari sono indicati come reazioni "comuni": sebbene queste possano anche essere molto spiacevoli, non sono gravi e devono essere trascurate rispetto al rischio di contrarre l'encefalite. Mi devo invece soffermare sul rischio di una anafilassi, potenzialmente mortale. Questa eventualità è definita "rarissima" dallo stesso bugiardino, che vorrà mai dire?. Per capirlo dobbiamo consultare la normativa europea [3] che impone di usare nelle avvertenze dei farmaci questi aggettivi, più comprensibili dei numeri, almeno secondo il legislatore europeo. "Rarissimo", in accordo con le linee guida europee, vuol dire riscontrato in non più dello 0.01 % dei casi, ossia uno su 10 mila. Tenendo conto che il numero di nati ogni anno in Italia è circa 500 mila, si dovrebbe presumere che, se tutti i bambini fossero stati vaccinati, si sarebbero avuti circa 50 casi di shock anafilattico dovuto al vaccino.Questo numero dovrebbe essere confrontato con il numero di bambini salvati dalla malattia, qualche decina. I numeri, non io, dicono che i rischi di morire per anafilassi sono confrontabili con quelli di morire per meningite da meningococco B. Perché allora somministrare un vaccino che ha tante probabilità di salvarti quanto di ammazzarti? La sola risposta che trovo è che, a somministrare il vaccino, le case farmaceutiche fanno soldi.



Dicevo sopra di non appartenere né alla tribù dei vaccinisti nè a quella degli antivaccinisti. Soltanto credo che, per quanto riguarda i vaccini, sia necessario assumere un atteggiamento obiettivo: soppesare accuratamente vantaggi e svantaggi, tante vite si salveranno se il vaccino è efficace, e tante se ne perderanno a causa degli effetti collaterali. Purtroppo oggi le grandi case farmaceutiche, "big pharma", sono società per azioni che come obiettivo hanno il profitto e non salvare vite umane. Uno dei miei eroi preferiti nel campo della medicina è Jonas Salk (1914-1995), l'uomo che ha realizzato il primo vaccino contro la poliomielite, gravissima malattia oggi quasi scomparsa grazie alla vaccinazione di massa. E' importante ricordare che la ricerca e la sperimentazione di Salk si svolsero interamente presso istituzioni pubbliche, in primo luogo l'Università  di Pittsburg, furono finanziate con denaro pubblico e coinvolsero 20.000 medici e ufficiali della salute pubblica, 64.000 impiegati scolastici e 220.000 volontari. Intervistato da un giornalista che chiedeva chi possedesse il brevetto del vaccino, Salk rispose "La gente, suppongo. Non c'è brevetto. Si può brevettare il sole?". Ma sulla storia del dottor Salk e del suo vaccino avrò modo di ritornare presto.

L'origine della parola bugiardino, il nome che si dà al foglietto illustrativo che accompagna i medicinali, e la relazione con la parola bugiardo sono raccontate da Raffaella Setti in La Crusca per voi [4], un foglio semestrale divulgativo pubblicato dall'Accademia della Crusca  rivolto alle scuole e agli amanti della lingua italiana. Riporto le ultime righe dell'interessante e divertente pezzo:
Gli ambiti di utilizzo di bugiardino sono quindi vari e diversi, ma la costante che sembra caratterizzare la scelta di questo appellativo è quella di venire attribuito a testi illustrativi (foglietti dei medicinali, quarte di copertina e dépliant) che si ritiene nascondano, più o meno velatamente, qualche inganno.
Per svelare qualcuno degli "inganni" dei bugiardini dei medicinali riporto di sotto la traduzione degli aggettivi che vengono adoperati per specificare la frequenza degli effetti indesiderati dei farmaci
molto comune: più di 1 caso su 10
comune:            tra 1 caso su 10 e 1 caso su 100
non comune:    tra 1 caso su 100 e 1 caso su 1000
raro:                  tra 1 caso su 1000 e 1 caso su 10 mila
rarissimo:         meno di 1 caso su 10 mila

[1] http://www.epicentro.iss.it/problemi/meningiti/EpidItalia.asp
[2] http://www.wikivaccini.regione.lombardia.it/wps/portal/site/wikivaccini/DettaglioRedazionale/le-vaccinazioni-quali/vaccini (seguire il link vaccino anti meningococco e poi andare a "pagina dedicata"), eh, bisogna fare un po' di net-surf !
[3] http://vaccine-safety-training.org/frequency-and-severity.html
[4] Raffaella Setti, "Risposta al quesito di Dario Piazza sul termine bugiardino", La Crusca per voi n.27, ottobre 2003 reperibile anche all'URL http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/perch-foglietto-illustrativo-farmaci-viene-c

venerdì 1 giugno 2018

Conte sì, Conte no: termina la crisi più pazza del mondo

Ci avevano abituato a tempi biblici, ma i tempi della politica italiana diventano stretti, strettissimi, direi convulsi:
  • 23 maggio 2018 - Giuseppe Conte riceve l'incarico di formare un governo basato su M5S e Lega
  • 27 maggio 2018 - Giuseppe Conte rinuncia all'incarico per l'indisponibilità del presidente della Repubblica a nominare ministro Paolo Savona
  • 28 maggio 2018 - Carlo Cottarelli riceve l'incarico per formare un governo tecnico
  • 31 maggio 2018 - Carlo Cottarelli rinuncia all'incarico
  • 31 maggio 2018 - Giuseppe Conte riceve nuovamente l'incarico per formare un governo basato su M5S e Lega e accetta senza riserva. Paolo Savona viene nominato ministro

Questa, in estrema sintesi, la cronologia della crisi più pazza del mondo: in una sola settimana due governi bruciati ed uno costituito. L'operato del presidente della Repubblica, affossatore del primo tentativo di Conte, viene severamente criticato da illustri costituzionalisti  e osannato dai giornali del gruppo l'Espresso. Si parla di colpo di stato: perpetrato da Sergio Mattarella che avrebbe ignorato la volontà popolare espressa alle elezioni politiche del 4 marzo, secondo alcuni, da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini che con Savona ministro all'Economia avrebbero voluto portare l'Italia fuori dall'euro, secondo altri [1]. Oggi, primo giugno 2018, Giuseppe Conte ed i suoi ministri si recheranno al Quirinale per il giuramento, previsto per le ore 16:00, non è più pensabile alcun ostacolo all'insediamento del nuovo governo che, appunto dalle 16:00, avrà tutti i suoi poteri. Adesso tacciono tutti, il colpo di stato, se mai vi fu, è dimenticato. Persino l'Huffington Post preferisce occuparsi della crisi politica spagnola.

Ma cosa è successo? Che cosa è cambiato? Perché il governo Conte "no" era pericolosamente eversivo ed il governo Conte "si" non lo è più. Non è cambiato il programma di governo, è sempre il contratto tra M5S e Lega. Sarà cambiata la lista dei ministri? Vediamo.

Figura 1. La lista dei ministri bocciata (Conte no) e quella approvata dal presidente della Repubblica. Giallo: M5S, verde: Lega, azzurro:indipendenti.

La lista dei ministri del governo abortito, per semplicità lo chiameremo Conte "no", era stata resa pubblica dal leader stellato Di Maio, al momento della bocciatura da parte del capo dello Stato. Il confronto dovrebbe quindi essere estremamente facile. In Figura 1 vediamo le due liste. Presidente e 9 ministri andavano al M5S prima (Di Maio, Fraccaro, Lezzi, Bonafede, Trenta, Toninelli, Bonisoli, Grillo e Costa) e 9 dopo (unica sostituzione Toninelli al posto di Coltorti); i 7 ministri leghisti del Conte "no" (Salvini, Bongiorno, Stefani, Fontana, Centinaio, Bussetti e Savona) rimangono tali e quali anche nel Conte "si". Sottosegretario alla presidenza del Consiglio e, nei fatti, potentissimo boiardo che nomina negli enti controllati dallo stato, rimane il leghista Giorgetti. "Indipendente" nel Conte "no" ve ne era uno solo (Giansanti), nel Conte "si" ne abbiamo due (Moavero Milanesi e Tria). Sembrerebbe cambiato ben poco, a parte il fatto che l'elenco dei ministri è aumentato di una unità.
Faccio il fisico e nel mio mestiere, quando non ci si raccapezza più, è abbastanza comune cercare di mettere a fuoco le differenze per cercare di capire. Le differenze sono riportate in Figura 2.

Figura 2. Le differenze tra le liste dei ministri

Si è tanto parlato di Savona. Savona era stato indicato per il ministero all'economia, per lui, almeno secondo le dichiarazioni rese, Mattarella avrebbe bocciato il Conte "no" e, secondo le storielle che ci hanno raccontato, Savona avrebbe terrorizzato l'Europa e i mercati con la minaccia di attuare il famigerato piano B: l'uscita segreta dall'euro [2]. Per rassicurare l'Europa è stato allora spostato agli affari europei, ministero non presente nella lista del Conte "no"? Mi sembra una fandonia incredibile, tanto più se l'uomo fosse uso tramare nell'ombra, come suggeriscono i pittoreschi scenari di Lucia Annunziata, anchor-woman del gruppo l'Espresso.
E allora? La differenza potrebbe mai essere la sostituzione dello stellato Coltorti con lo stellato Toninelli?

L'unica reale differenza che riesco a vedere è l'ingresso di Enzo Moavero Milanesi agli Esteri e di Giovanni Tria all'Economia. Due ministeri chiave per due "tecnici indipendenti" in un governo politico. Un ossimoro o un imbroglio?

Ora, ci sono vari modi per essere indipendenti e vari modi per essere tecnici. Vediamo il curriculum di Milanesi e Tria.

Enzo Moavero Milanesi [3], Direttore della della School of Law della LUISS e professore di Diritto dell'Unione Europea presso la stessa università, già capo di gabinetto di Mario Monti ai tempi in cui questi fu commissario dell'Unione Europea. E' poi stato ministro per gli Affari europei, prima nel governo Monti e poi nel governo Letta, superando disinvoltamente la trombatura elettorale del 2013, quando fu candidato della lista-flop "con Monti per l'Italia".
Più enigmatica la figura di Giovanni Tria [4], professore di Economia politica all'università di Roma-Tor Vergata. Ha una formazione accademica di sinistra, essendo neo-keynesiano, ma è stato l'esperto economico scelto da Renato Brunetta, insieme al giornalista Oscar Giannino, per redarre il programma economico di Forza Italia alle elezioni europeee del 2009. La cosa più buffa riguardo a Tria è che egli è accreditato come "euroscettico moderato", accademicamente vicino al mefistofelico professor Savona e che, addirittura, sarebbe stato segnalato a Salvini da questi come proprio sostituto all'Economia. Il fronte dei mercatisti e degli europeisti a oltranza dovrebbe quindi temere dall'accoppiata Tria-Savona, all'economia e alle politiche comunitarie. E invece no, lo spread scende.

La mia lettura di questi fatti è che il governo ha almeno una criptocomponente non dichiarata, forzista e montista. Ai due ministri presunti indipendenti, va infatti aggiunta la brillante avvocatessa Giulia Bongiorno, ufficialmente in quota Lega, ma in passato difensore di Andreotti, deputata di Alleanza Nazionale e del Popolo della Libertà, passando pure nel 2013 per la lista con Monti per l'Italia, in cui non risultò eletta.

[1] https://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/bugiardi_a_23444714/
[2] https://resmetallica.blogspot.com/2018/05/mefistofele-e-il-fallimento-annunziato.html
[3] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-05-31/moavero-milanesi-tecnico-alter-ego-monti-che-rifiuto-scrivania-appartenuta-mussolini-180549.shtml?uuid=AE56YAyE
[4] https://www.ilpost.it/2018/06/01/giovanni-tria-ministro-economia/


lunedì 28 maggio 2018

Mefistofele e il Fallimento Annunziato

L'Huffington Post[1] di oggi pubblica una estremamente fantasiosa ricostruzione di Lucia Annunziata  riguardo ai presunti retroscena dell'affondamento del presidente incaricato Giuseppe Conte, naufragato sulla designazione di Paolo Savona a ministro dell'Economia. Questi avrebbe voluto realizzare, secondo la ricostruzione della giornalista, un

Fëdor Šaljapin interpreta Mefistofele nell'omonima opera di Arrigo Boito (1910).

suo "piano di uscita dall'euro", un piano segreto perché mai dichiarato in campagna elettorale, un piano che per riuscire avrebbe avuto bisogno del carisma di Savona. Il pezzo insiste su toni da guerra civile imminente, scrive infatti Annunziata
Le ronde della moralità pubblica andranno ora in giro a chiedere a tutti: con chi stai? Con Mattarella il traditore, o con il cambiamento? Con le istituzioni o con i cittadini? Con le elite corrotte o con il popolo?
Personalmente non credo ad una parola sola di questa narrazione. Le ragioni per questo sono due, semplici e inoppugnabili.

1. Se mai vi fosse stato questo diabolico "piano Savona" per uscire dall'euro, allora Salvini e Di Maio, istruiti da un talmente scaltro Mefistofele, avrebbero mantenuto un basso profilo per non farsi scoprire. All'Economia ci avrebbero mandato Giorgetti, o un altro Pinco Pallino qualunque. E, una volta incassata la fiducia, il nuovo governo avrebbe sicuramente potuto far conto sulla regia e gli indirizzi del luciferino Savona.

2. L'8 maggio, senza altra sfera di cristallo che la lettura dei quotidiani, in un pezzo su questo blog [2], facevo le mie previsioni sulle direzioni che avrebbe preso la crisi: governo tecnico, di tregua, europeista, queste le parole che sarebbero state usate. Parole che non ho inventato io, ma ho appreso dalle dichiarazioni del presidente della Repubblica. Nello stesso pezzo indicavo anche le presumibili direzioni lungo le quali questo governo tecnico si sarebbe mosso, mi mancava solo il nome del presidente del Consiglio, ora lo conosco: è Carlo Cottarelli. E poiché il piano che avrebbe portato alla nomina di questi era già preparato, a nulla sarebbe valsa la designazione di un altro ministro in luogo di Savona: avrebbero potuto indicare pure il maggiordomo di Angela Merkel, Mattarella avrebbe comunque respinto.

Delle mie argomentazioni una è puramente logica ma a prova di ogni confutazione, a meno che non vogliamo immaginare Salvini, Di Maio e soprattutto il mefistofelico Savona completamente incapaci di intendere e di volere. La seconda è basata sul mero fatto che, se venti giorni prima avevo previsto l'esito della crisi, poiché non sono il mago Atanus, questo implica che l'esito della crisi fosse prevedibile.

Quello che sostengo naturalmente ha delle conseguenze. Per il momento non le traggo soltanto perché, se lo facessi questo distrarrebbe l'attenzione dal mio punto: quella dell'Annunziata è una bufala grossolana e la decisione di incaricare Cottarelli o altro clone era già stata presa.

[1] https://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/bugiardi_a_23444714/
[2] https://resmetallica.blogspot.it/2018/05/il-gioco-delle-tre-carte-e-lincarico_8.html

lunedì 21 maggio 2018

Repubblica : tutte le bufale su Mattarella

27 dicembre 1947, il Capo dello Stato, Enrico de Nicola, firma la Costituzione italiana. Al suo fianco, da sinistra a destra, Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, Francesco Cosentino, funzionario, Giuseppe Grassi, guardasigilli, e Umberto Terracini, presidente dell'Assemblea Costituente.

Io credo che dovrebbero esserci delle pene per chi falsifica la storia e che dovrebbero essere ancora più severe se il falsario si è autonominato baluardo contro le bufale. Ne "la Repubblica" di oggi trovo una perla a firma di tal Umberto Rosso. "Con il gran rifiuto opposto nel 1953 da Luigi Einaudi, il primo capo dello Stato, alla Dc di De Gasperi. Einaudi infatti scelse un suo uomo, Giuseppe Pella, per formare il governo, e senza nemmeno passare attraverso le consultazioni con le forze politiche. Varò così il primo "governo del presidente" nella storia della Repubblica.".

Tutto falso. Non vi fu nessun rifiuto da parte del capo dello Stato. Al contrario. Reduce dalla batosta elettorale subita nel 1953, ed essendo stato indicato dalla Democrazia Cristiana, il partito di maggioranza relativa, Alcide De Gasperi ricevette da Luigi Einaudi l'incarico per formare il governo. Sciolse positivamente la riserva, forse confidando nei voti promessigli dai monarchici, giurò e si insediò il 16 luglio 1953. Il governo De Gasperi VIII fu uno dei più brevi della storia della Repubblica: il 28 luglio, infatti, la Camera dei Deputati gli negò la fiducia. Così Giuseppe Pella, anch'egli democristiano, il 17 agosto ricevette l'incarico per formare il governo. Non sono in grado di verificare se in questi 20 giorni di crisi vi furono consultazioni del presidente della Repubblica con le forze politiche, ma l'asserzione del quotidiano romano, secondo cui non ve ne sarebbero state, mi sembra ben poco credibile, poiché non risulta che Einaudi abbia trascorso questo lasso di tempo in letargo. Se da questo aneddoto possono trarsi delle conclusioni, queste semmai sarebbero che, in quell'occasione, Einaudi si fidò troppo di De Gasperi.

Il pezzo di Repubblica è un maldestro tentativo di forzare la mano del presidente della Repubblica, falsificando la storia. In questo caso il falso sembra avere il fine di indirizzare il capo dello Stato. Suscita allarme il titolo "Nuovo governo, i poteri di veto del presidente della Repubblica" ed ancor più il sottotitolo "Il capo dello Stato non è obbligato a far propria la proposta di Di Maio e Salvini. La Costituzione prevede che la scelta del premier sia soltanto sua".
Cosa intende il giornale romano scrivendo che la "scelta del premier" sarebbe "soltanto" del presidente? Vediamo un po'.

L'articolo 92 della Costituzione recita
ART. 92. "Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri."
Come si può vedere, non vi è traccia dell'avverbio "soltanto". Tale avverbio non è smentito tanto dalla prassi seguita da tutti i presidenti della Repubblica, le consultazioni con le forze politiche, quanto, soprattutto, dal successivo  art. 94. 
ART. 94"Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia."
Quale sarebbe il senso di questo articolo se non che il presidente della Repubblica debba accertarsi dell'esistenza di una maggioranza parlamentare? La posizione assunta da Repubblica appare quindi estremamente pericolosa. I governi, infatti, devono avere la fiducia del Parlamento, secondo la Costituzione esistono soltanto governi che godono della fiducia del Parlamento. Essi sono nominati dal presidente della Repubblica, soltanto perché questi si assume la responsabilità politica di operare una sintesi delle indicazioni ricevute. Se in Parlamento esiste, come oggi esiste, una maggioranza politica, il presidente non può che prenderne atto. Qualunque azione volta a costituire un "governo del Presidente" costituisce oggettivamente un tentativo di colpo di Stato.

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Governo_De_Gasperi_VIII
[2] Per ulteriori approfondimenti rinvio ad un precedente pezzo di questo blog